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In principio lo spavento

2012-09-27-0108-00_calvizzano_001.datChi di noi non ha mai avuto lo spavento causato da una improvvisa scossa sismica, più o meno forte, sia come intensità (scala Mercalli o Richter) che come tempo, da pochi secondi a qualche minuto.Il perché molte volte lo si apprende anche per chi come mè che non è un sismologo, ma solo un appassionato di elettronica, da testi specifici, oppure lo si ascolta attraverso la televisione, specialmente, dopo che si è verificato un grosso evento sismico. E allora ci si chiede:”perché l’Italia è a forte rischio sismico? ” da articoli letti o dai vari convegni ascoltati si apprende che una delle cause è dovuta dal fatto che l’Italia si trova nel bel mezzo di due placche tettoniche, una da sud sud/ovest, quella africana che spinge lungo tutto il nostro tirreno verso i Balcani, e l’altra dal nord – nord/est, quella asiatica che spinge i Balcani verso di noi.

La mia prima esperienza con il terremoto fu quando, per ragione di lavoro nel 1972, mi trovavo nella città di Ancona.Questa subì per lunghi mesi sciami di scosse sismiche anche di elevata intensità che misero a dura prova lo stato d’animo di tutta la popolazione, per alcuni mesi la città si popolava solo di giorno e chi come noi era costretto a restare in città, la si poteva attraversare in lungo ed in largo incontrando solo le pattuglie delle varie forze di Polizia che la sorvegliavano. Alcuni anni dopo, sfogliando una rivista di Nuova Elettronica, appresi che si poteva costruire un proprio sismografo a livello amatoriale, incominciai ad apprenderne le prime nozioni, sebbene non avessi né una cantina, né un garage dove sistemarlo. Per questo motivo dovetti rimandare tutto, fino a Settembre del 2005. Nel frattempo il primo sismografo non era più in produzione, era stato sostituito da un secondo che successivamente,  con una nuova interfaccia, era collegabile anche al computer, ma la cosa più importante fu che il costo si era dimezzato rispetto a quello iniziale, perchè non occorreva più la stampante speciale che aveva un costo elevato.

20090407_174500Il primo sismografo da me assemblato e posto in posizione verticale, registra scosse sismiche che si verificano in Italia ma anche in gran parte dell’Europa. Essendo il suo moto di oscillazione orizzontale, questo sismografo è maggiormente indicato per rilevare le scosse sismiche di tipo ondulatorio, sia che giungano da Nord sia che giungono da Est, attualmente è orientato in senso est/ovest.Nel frattempo ho coinvolto con questa mia passione alcuni amici Radioamatori, che mi ha molto aiutato nella ricerca su internet. Da quel momento è iniziata la corrispondenza e-mail con diverse persone che mi hanno supportato con la loro esperienza e conoscenza.

Spinto da ciò, ho chiesto alla ditta che cura la distribuzione nazionale dei kit di Nuova Elettronica, se del primo sismografo, quello posto in posizione orizzontale, in magazzino ci fossero ancora dei componenti  disponibili. Sono riuscito ad ottenere molte parti meccaniche, in particolar modo quella fondamentale (la piastra fresata che regge i lamerini di acciaio da 0.06mm ed i braccetti), il vecchio circuito elettrico è stato sostituito da uno nuovo, la struttura esterna in ferro zincato da 3mm l’ho fatta fare qui a Villaricca ed in un mese di lavoro (voglio ricordare che questo è un hobby e che per nessun motivo toglie spazio alla famiglia) con poche ore pomeridiane o serali, il secondo sismografo era pronto e funzionante.Anche lui ha il suo moto di oscillazione orizzontale ed ho preferito posizionarlo in direzione nord/sud.Adesso però mi trovavo ad avere due sismografi ed una sola interfaccia, farne una seconda comportava alcuni problemi con il computer, visto che mi sarei trovato con due schede e due porte seriali ma con un software che poteva gestirne una sola.

Il problema è stato risolto con una delle loro schede che può gestire fino a 4 sensori ed un nuovo software dall’Ingegnere della ditta SARA s.n.c. di Perugia, il Sig. Mauro, il quale mi ha guidato in questi mesi passo dopo passo, all’interno di una scatola pressofusa, trovano posto diverse schede, un sensore verticale (geophone), prese per sensori esterni e per il ricevitore del segnale orario DCF77, un radio segnale che viene trasmesso da Mainflingen in Germania, per la sincronizzazione giornaliera dell’orologio interno della scheda dello strumento SR97C3. Tutto il buon lavoro svolto, mi ha portato ad essere una stazione sismica sperimentale italiana che fa parte della rete I.E.S.N. (Italian Experimental Seismic Network ) www.iesn.org; con sede legale in Ancona, diretta dal Avv. Francesco Nucera.Ed ecco che ancora una volta il cerchio si chiude, a distanza di 34 anni dalla mia prima paurosa esperienza con il terremoto, mi trovo ad essere collegato con quella Città (anche se solo per via telematica) che non ho mai dimenticato.

Attualmente oltre alla mia stazione che negli anni è stata potenziata, presso la Sezione Ari di Pozzuoli, in località Monteruscello nel 2009 ho installato un’altra stazione sismografica con 3 sensori di cui uno a lungo periodo ed una stazione SDT facente parte della rete radioamatoriale dei precursori sismici in RF, ed infine quattro anni fà ho installata una terza stazione sismica triassiale (geophoni da 4,5Hz) presso il Santuario di Montevergine a 1240 metri di altitudine, sponsorizzata dalla Sezione Ari di Pozzuoli e dalla Ditta SARA di Perugia.-